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DICONO DI NOI

Folk Bulletin, settembre 2005
Io c'ero di Marco Volpatto

Prolungato di un giorno, arricchito nelle scelte artistiche e musicali, migliorato dal punto di vista tecnico e delle opportunità didattiche, il GRAN BAL TRAD edizione 2005 è stato un gran bel trad, con ensemble, insegnanti e gruppi carichi di energia folk e musicalità. Da mercoledì 22 a domenica 26 giugno nella nuova stupenda sede dell’area naturalistica "Pianezze" di Vialfré, nei pressi di Ivrea (tutt'altra faccenda rispetto agli anni precedenti, più spazio, più verde, più, fresco e, soprattutto, meno zanzare), e tornata dunque a vivere la più interessante kermesse di musica, cultura e danza popolare del Piemonte: cinque giorni di ateliers, corsi di danza, musica, canto e strumenti tradizionaLi, con stages e concerti a ogni ora del giorno e della notte. Realizzato con il contributo del Comune e della Pro loco di Vialfré, della Provincia di Biella, dell'Azienda Energia Gas e di Sport Studio Ivrea, in collaborazione con Crédance, Gran Bal d'Europe, Tradmag e Folk Bulletin, il Gran Bal Trad ha visto la partecipazione di oltre mille persone per 28 concerti e 64 ateliérs sui cinque palchetti allestiti in un luogo splendido, immerso nel verde, decisamente adatto a questo tipo di kermesse, accogliente, anche se da migliorare dal punto di vista organizzativo. Impostato sull’impianto della collaudatissima manifestazione di Gennetines, in Francia, il Gran Bal Trad e giunto alla sua quinta edizione e, a giudicare dai numeri e dall'entusiasmo dei partecipanti, è stato un vero e proprio successo, un altro mattone posato nell’accogliente casa del Folk italiano che, da Cenerentola del movimento musicale, si sta trasformando in fondamento del panorama artistico, oltreché baluardo delle tradizioni e dei costumi locali. Zone come il Piemonte, la Liguria, il Veneto e buona parte del Sud della penisola sono un fiorire di associazioni, spettacoli, musicisti dilettanti e professionisti, incontri, gruppi folcloristici, storici e di animazione.
Nell'ottica di questo cammino si pone il GBT che, raccogLiendo genti da tutto il bel Paese, dall’Europa e anche oltre (tantissimi francesi, svizzeri, tedeschi, addirittura due statunitensi), assume un significato importante di profonda attenzione al mondo del Folk e a tutto do che vi ruota attorno. Carolando, Accordanza, Banda Brisca, John O' Leary, Indanza e Biella Trad, le associazioni che ne hanno curato l'organizzazione, hanno proposto concerti di numerosi gruppi italiani e stranieri: Balbalord, Stygiens, Spadara, Ballario, Spakkabrianza, Stephane Delicq, Escapado, l’incredibile Bernard Loffet, Banda Brisca, Eporediesis, Incanto, Dino Tron dei Lou Dalfin, Quinta Rua, Eric Theze e Gerard Godon. Cinque notti di allegria, aggregazione, danza e musica senza fine mentre, nelle belle giornate di sole si sono svolti corsi di danze svedesi, balcaniche, delle quattro province, irlandesi, bretoni, venete, emiliane, israeliane, quadriglie, balli del sud Italia, provenzali e occitani, ai quali si sono affiancati interventi sullo yoga, oltre ai tradizionali ateliérs di organetto diatonico, cornamusa e musica d'insieme.
Fatti salvi alcuni mo menti di vuoto, dovuti forse a problemi di comunicazione, Il Gran Bal Trad e molto cresciuto dal punto di vista organizzativo: puntuali e ben composti gli ateliers, ottime e veloci l’accoglienza e la ristorazione, alta la qualità tecnica dei gruppi invitati a suonare. Da migliorare, lo diciamo senza remore, l'impiantistica e, soprattutto, la gestione dei suoni; in alcuni casi si è apprezzato più il momento acustico (notturno profondo) del dopo ballo, rispetto ai concerti amplificati. Gli Escapado, ottimo gruppo da ballo folk sono all’altezza di un evento del genere?
Due ensemble meritano una citazione particolare: Quinta Rua per l'energia, la varietà degli strumenti, la qualità dei suoni, La fantasia nella scelta e nell'interpretazione dei pezzi, ottenute grazie ad una profonda ricerca, culturale effettuata sul territorio biellese e canavesano e che, partita dalla fervida mente di Antoniotti, si e ora allargata ai membri più giovani del gruppo, carichi di vitalità, allegria e capaci di buone performance strumentali e tecniche; Banda Brisca per la voce del grande Bernardo e per la generosità con cui i Brischi si offrono al ballo e ai ballerini svariando su campi culturali diversi tra loro, dalle quattro province da cui provengono, alla Bretagna, alla Provenza, all'Occitania. Il tutto curato con grande maestria, padronanza delle voci e degli strumenti. Un nuovo elemento, presente anch'egli al Gran Bal, si è aggiunto ai Brischi, e non possiamo esimerci dal citarlo: si chiama Pietro, ha quattro mesi, e il figlio di Cinzia e dell’organettista del gruppo, Gianluca: benvenuto al ballo, piccolo Piter.
GBT si chiude qui, oltre settecento persone ne hanno vissuto, in parte o in toto, lo svolgersi, il dipanarsi, il crescere nei cinque magici giorni immersi dentro le coltine del Canavese.
Trovato un luogo tanto bello, si arriverà alla settimana intera? Staremo a vedere. Appuntamento alla prossima estate.